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sabato, giugno 17, 2006

Avanti Savoia!


Sudditi del regno d'Italia, prostratevi dinnanzi al vostro Re.
Dopo sessant'anni di dittatura democratica l'Italia esige il ritorno alla più nobile e paritaria forma di governo: la monarchia.

Oggi, certi uomini stanno cercando di infangare la reputazione del nostre sovrano eletto da Dio e noi dobbiamo fare qualcosa. Come può un uomo spodestato dal suo regno da generazioni essere trattato come un criminale qualunque? Un uomo della sua caratura, della sua superiorità indiscussa, essere trattato come un vile brigante dell'ottocento? Provate a mettervi nei suoi panni: torna in Italia, suo regno, dopo una vita passata in Svizzera, senza conoscere neanche un'usanza del suo paese; da buon sovrano cosa fa? Cerca di allacciare dei contatti con i suoi beneamati sudditi. Appena arrivato capisce subito qual'è l'attività nazionale per eccellenza, e da buon Italiano la mette in pratica. E adesso gli vengono a dire che non si può. Poveretto, così gli confondiamo solo le idee. Per aiutarlo, propongo ora una lista di scuse che può utilizzare per giustificarsi.

Le dieci frasi che Vittorio Emanuele può utilizzare per difendersi dalle accuse di corruzione e sfruttamento della prostituzione

10. Credo che Woodcock abbia anche la testa, di legno.

9. Sono ricco, dovrò pure avere qualche passatempo, no?

8. Avete per caso il numero dell’avvocato Taormina?

7. Stavo solo promuovendo il ritorno dello “ius primae noctis”.

6. Mi avevano detto che senza la fedina penale sporca non si può entrare in politica.

5. E’ il mio primo giorno, qui.

4. Vi sembra possibile campare solo di spot sui sottaceti?

3. La pensione è una brutta bestia.

2. Io sono solo il braccio. La mente è Giolitti.

1. Pensavo che le puttane fossero la valuta nazionale.


Valete.


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