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domenica, dicembre 10, 2006

Destinazione Bologna - parte I










Sono partito col treno delle 12 e 13 da una Cesena freschina e nuvolosa. Nel vagone c'erano pochi posti e mi sono dovuto sedere a fianco ad una signora col vizio dei crackers: uno di quei vizi che ti portano a far cadere briciole ovunque. Il sedile davanti è rimasto vuoto fino a Faenza, quando è stato occupato da una ragazza carina, ma non tanto da farci battute sconce ad alta voce. Bionda, con la faccia pulita, ogni tanto mandava qualche occhiata come per dire "cavati tutte quelle briciole dal giubbotto". Dannata signora.
Fra un messaggino e un racconto di Ellery Queen sono arrivato a Bologna centrale. In genere non mi ritengo un tipo fortunato: ad attendermi c'era un ragazzo alto, magro, con un accenno di sorriso. Mentre si avvicinava ero sicuro che l'avrei seguito "come un ragazzo segue un aquilone". Ma vi ho già detto che non sono un tipo fortunato: il ragazzo era Bello, con la sua tipica espressione. In pochi minuti siamo arrivati in casa, ho appoggiato il mio bagaglio (non quello) e mi sono messo a sedere a tavola. Mancio era in casa, ma non se ne sarebbe accorto nessuno. Il tempo di bere un bicchier d'acqua e mi sono messo subito al lavoro: ho dato una mano a Giova ad asciugare i piatti e a spazzare le briciole dal pavimento. "Ah, l'ospitalità!" ho pensato.
Arrivato Stoppa, Mancio si è svegliato e insieme hanno fatto una partitina a scopa. Indovinate chi ha vinto? Dai, è facile.

Verso le cinque, da bravi padroni di casa, mi hanno mandato da solo a fare la spesa. La lista: birra, vino, whiskey, cocacola, kinder maxi e limoni. La serata cominciava a promettere bene. Sono riuscito a fare la spesa senza troppi problemi, soprattutto se escludete il fatto che ho pagato di tasca mia e non sono stato rimborsato. Ma non stiamo qui a sottilizzare. Per cena, seguendo perfettamente lo stile fantozzi, frittatona di cipolle, pancetta e un'altra decina di ingredienti che non riesco a ricordare; un'insalata da bravi salutisti e tutti gli alcolici sopra citati.

TOTOVOMITO:

Verso la mezzanotte sono misteriosamente comparsi nella vasca da bagno dei grumi, solo successivamente classificati dalla scientifica di Bologna come "tocchettoni di vomito". Date le condizioni e dato il fatto che fossi l'ospite di casa, sono stato ingiustamente accusato di averli prodotti. Alcuni hanno suggerito che, emule della Franzoni, abbia rimosso il delitto commesso. Ecco le prove della mia innocenza.

1 - Vomito molto raramente.
2 - Il mio vomito è liquido e non a tocchettoni.
3 - Nel vomitare produco suoni spaventosi e rutti superamplificati, che quella sera nessuno ha sentito.
4 - Dovuto alla mia ipertensione, i conati mi rompono tutti i capillari delle palpebre, e gli stessi erano poi intatti.

Quindi, chi è il vomitatore che ha tentato di far ricadere tutte le sue colpe su di me, l'inquilino nuovo e ingenuo presente solo da un pugno di ore?

continua...

Valete.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Chiunque sia la Primula Rossa del conato l'Arsenio Lupin del rigurgito, tra noi attempati bricconcelli era di moda attribuire la colpa al fruttino ghiacciato. Poi negli anni Duemila un po' perché cresciutelli, un po' perché cagadubbi si parlava di succo di frutta ghiacciato...e tu incauto emulo delle libertine notti felsinee non lo citi neppure tra la lista della spesa...male Mont devi esser più scientifico nelle tue ricostruzioni. Pensa che ci fu uno che diede la colpa al cane...che neanche la metà di lui pesava e non poteva aver ingurgitato tutto ciò che si sarebbe poi riproposto sotto mentite spoglie di rigurgito...forse per questo che ora ha un Rotwailer o Rotveiler (o come diavolo si scrive)???

Tella
col cane bastardino ma dal simpatico nome: Tavor

Anonimo ha detto...

sego e buke dopo un matrimonio,vomitando a corzano, dettero la colpa all'acqua...
Mont vogliamo sapere poi dove siete stati!!! Nik

Anonimo ha detto...

E' stato il vincitore della scopa senza ombra di Dubbio...Benna