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sabato, dicembre 16, 2006

Destinazione Bologna - parte VI











Arriviamo ancora una volta dal cicchettaro. Per Bologna non c'era tanta gente, ma dal cicchettaro non si passava.
Iniziamo a prensentare ai nuovi arrivati il funzionamento di quel locale. Primo giro di "Innominato", poi di "Bolero" e infine di "Forse torni a casa". Gulp! -E' come fare un salto all'indietro di due giorni!- mi sussurrò il fegato in un ultimo spasimo di agonia. -Adesso smetto, giuro...- lo tranquillizzai.
Giri dopo giri facciamo un salto fuori: Bruschetta era già lì pronto alla pastura con una tipa carina, anzi sopra la media, per quanto possa essere affidabile io da alticcio. Abbadudede era lanciatissimo, ma bloccato psicologicamente dal tipo che affiancava la sua preda: il fratello! Nè carne nè pesce, per intenderci. Intanto, approfittando delle mie condizioni, Lampa attua un nuovo metodo di pastura: si avvicina alle tipe, dice loro che offre da bere, e poi mi manda al bar a ordinare e a PAGARE. Ma di questo mi sono accorto solo il giorno dopo. Io non sapevo dirgli di no (come dire di no a Lampa!) e continuavo a offrire giri su giri.
Brusca, all'attacco, intratteneva una conversazione con la ragazza: indovinate su cosa? Sulle partite il rete che avevano fatto nel tempo. Parlavano di Ultima On-Line... Io non ho parole.
Allibiti, io e Lampa e Bello andiamo a farci un altro goccio. Perchè come dice il saggio:

"Nella vita bisogna credere in qualcosa: io credo che mi farò un altro bicchierino."

La serata scorreva fluida, come il sangue nelle nostre vene (?). La polacca del bar, che mi nota solo verso mezzanotte, ricomincia a fare la battuta: "Non sanguini stasera?". Risate generali. Sue. Intanto Danilo e Alby, abbastanza sfatti, slumavano tutte le tipe di passaggio davanti al locale. Tutte; ma proprio tutte. Tant'è che a un certo punto li ho dovuti bloccare e dire: -Ragazzi, quello è un sacco dell'immondizia...- E Danilo: -Lo sappiamo.-

Ma arriva il momento di andare al Cassero. E' venerdì, e quella sera è in programma una serata Madonna. Quindi ci raccogliamo e aspettiamo che qualcuno ci indichi la strada.
-Io vado con loro, da una loro amica...- dice qualcuno. Ci giriamo intorno senza capire chi stava parlando. Poi realizziamo: era Brusca! Lo vediamo allontanarsi, sbronzo, ma non troppo, verso l'orizzonte. E noi dalla parte opposta. Arriviamo al Cassero a rate: Danilo e Bello si mettono a parlare con un barbone mentre Giova entra alla Feltrinelli alle 2 per comprare un libro (un libro non un litro). Al Cassero non c'è il solito pienone, anzi c'è poca gente, ma noi siamo sampierani e ci sappiamo divertire lo stesso. Sampierani ubriachi.
Appoggiamo le giacche e ci buttiamo in pista. In un angolo, quelle che per i primi minuti ci sembrano le due torri di bologna si rivelano essere i due travoni più grandi che abbia mai visto. Alti almeno 2 metri, cercavano da accendere e subito Danilo si è fiondato da loro. "Meglio a lui che a me..." pensai. Poi mi sento toccare una spalla. E' Bello. Mi fa cenno con la mano e mi sussurra qualcosa all'orecchio. "C'è un tipo gay che ti vuole conoscere, è un bel ragazzo".
Hey, andiamo.
Lezione n° 1 - Bello avrà anche degli ottimi gusti in fatto di donne, ma di uomini non ci capisce un cazzo.

Breve descrizione del "bel ragazzo" di Bello:
Età: minimo 35 anni (non è vecchio, ma è un po' troppo per me...)
Estetica: magro, capelli corti un po' sparati, camicia nera (...) e occhiali moderni.
Carattere: moooolto effeminato.
Primo impatto: mi saluta, ci stringiamo la mano e si avvicina al mio orecchio. Io, da ingenuo, ho pensato "Mi chiederà il nome, di dove sono, cosa faccio...".

- Sei dotato? -

Di norma mi sarebbero cadute le palle, ma ho pensato che per lui avrebbe potuto essere una risposta accettabile. La conversazione è andata avanti con "Secondo te lui è dotato?","Secondo te lui è gay?","Mi sta guardando quel tipo?","Credi che gli piaccia?" eccetera. Dopo aver chiesto a tutti di poter praticare un rapporto orale, ha ricominciato.
Ricordo, per la cronaca, che Giova è entrato di straforo ed è stato tanato.
Arrivano i primi squilli di Brusca. Era fuori e sbronzo, solo e bagnato. Lo andiamo a prendere ma non c'è verso di convincere la tipa/o all'ingresso di farlo entrare. Quindi ci aspetta fuori, dormendo appoggiato ad una parete. Quando il tipo gay di sotto inizia a parlare da blaga dei suoi trascorsi a Praga con degli austaliani, è ora di uscire. Lui deve correre alla macchina e noi, gruppo di manzi in semi libertà, ci ritiriamo verso casa. L'ultima sua domanda, e l'ultima mia occasione per dargli una mazzata, la rivolge a me.
-Dove dormite ragazzi?-
-Tutti insieme in una stanza. Buonanotte.- riesco a vedere chiaramente i suoi occhi lucidi lanciare un "posso venire anch'io?", e quasi una lacrimuccia si confonde con la pioggia scrosciante. Ci salutiamo.

Dopo una serata di bagordi, finalmente una dormita! O no?

Valete.

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