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mercoledì, dicembre 19, 2007

Destinazione Valencia - Parte VII










Finalmente un lunedì da turisti. Sveglia, lavaggio, coniglio alla Ceci, colazione al bar e usciamo, pronti per la Città dell'arte e della scienza. Alla fermata dell'autobus tentiamo inutilmente di interpretare la cartina con le linee. La Licia pensa di aver capito, ma io non mi fido assolutamente, così mi metto a guardare e a dedurre. Sto per tirare fuori il compasso, quando un gentilissimo Valenciano si appropinqua e domanda se avessimo bisogno. Maria Cecilia "ph intimo3.5" Giunti, con la sua proverbiale acidità sta per rispondere "che cazzo vuole questo?" quando gli altri capiscono l'aiuto gratuito che il tipo ci vuole offrire.
Accettiamo e ci facciamo mandare in centro, quel tanto che basta per perderci. Non per le strade, fra di noi. Ci ritroviamo io e Marco soli senza donne. Beh, meglio così, visto che la Licia era incazzata perchè non riuscivamo ad arrivare a destinazione.

Riusciamo a prendere l'autobus giusto e arriviamo all'agognata città. Chi dice che le dimensioni non contano è uno sfigato. Forme strane, colori assurdi, tutto pieno d'acqua: smetto di guardare le mutande della Ceci e ammiro la magnificenza di quelle costruzioni. L'area dedicata a musei più grande d'Europa. Ovviamente a mezzogiorno birra. Poi panino con dentro una roba ambigua, strana come un tipo che cammina per la strada con una gabbia da gatto sotto una coperta con un gatto dentro.

Ecco le foto.

La serra.








Ho scoperto dove stanno i Power Rangers. Finalmente.








Vista laterale di non so bene cosa.








Le forme strane.








Credo che qui Marco volesse ucciderla.








Agua de Valencia.








Piccole eh?









L'appuntamento con Raffa è a casa sua alle 16. Visto che non siamo in grado di usare la metro (che è mezza metro e mezza filobus) arriviamo alle 17. Abbandoniamo i bagagli in casa e usciamo per i saluti alla città.
Quale posto migliore del Cafetin potevamo scegliere come ultima tappa valenciana? L'ultima birra e siamo pronti per correre all'aeroporto. Salutiamo quel tesoro che ci ha fatto da tampax per quei giorni (nel senso che ti accompagna e assorbe le tue lamentele :) ): per quanto poco lo conosca so che è una persona deliziosa e molto carina, su cui puoi contare. A chi mi chiede cosa ho visto a Valencia, la prima risposta che do è "ho visto Raffa".

E poi ha delle mani bellissime.

Licia, Raffa, Mont al Cafetin.









Il Cafetin all'esterno, con due tipe che vogliono apparire in foto.









Valete.

3 commenti:

Sereno Polveroso ha detto...

Mi piace questo stile d'avanguardia di fare i post: spezzare le parole, rimettere un pezzo già messo, inventare neologismi che richiamo a parole spagnole (Allauardare)...

Per caso prendevi per il culo gli articoli di Mancio?

Mont ha detto...

Noioso.

Mancio ha un metodo suo per scrivere le cose. Prepara il suo testo in italiano, lo fa tradurre in inglese dagli strumenti per le lingue di google, e poi di nuovo in italiano. Così per una ventina di volte.

Ed è bell'e pronto un articolo.

Elo ha detto...

E' arte moderna! Ignoranti!