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venerdì, luglio 11, 2008

Destinazione Madrid - Parte I

Eccomi pronto a iniettarvi la prima dose del mio viaggio a Madrid. Questa volta a visitare la Spagna siamo solo in due: la Licia e MariaCecilia "svuotatesticoli" Giunti non possono seguirci d'estate. Le tappe per la partenza sono le seguenti: Arezzo, dove recupero l'altro viaggiatore, il solito Marco, mio partner fisso nel visitare la Spagna (anche perchè sembra che ormai riusciamo a vederci solo in terra iberica), Roma e poi Madrid.
Ad Arezzo il soggiorno è tranquillo: i genitori di Marco sono superospitali, mi fanno mangiare, mi offrono un letto a fianco di loro figlio, mi chiedono cosa desidero per colazione il giorno dopo: neanche fossi la moglie di Marco. Secondo me non lo sanno. In serata vengo portato a visitare Arezzo: oddio, a vedere uno scorcio di centro storico.
Insomma: a bere una birra.

Prima di andare a letto, diciamo la preghiera, come tutti i buoni cristiani:
- Porca madonna, ho picchiato lo stinco!
- Amen.

Sveglia presto. La stazione di Arezzo è tranquilla: pendolari, studenti, vecchi e noi. Direzione Roma Termini. Io sono l'unico pirla che fa il biglietto, visto che il signorino è figlio di ferroviere, li mortacci.














Viaggio piacevole: io ascolto la musica, lui dorme. A Roma dobbiamo aspettare un po' per prendere il treno che ci porterà a Ciampino. Sceso dal vagone, vicino ad un barettino, incontro l'onorevole Rotondi, del Pdl: uno degli esseri più fastidiosi dopo la puzzola. Corro al bagno, mi sciacquo la faccia e dallo specchio vedo un tizio che mi fa l'occhiolino mentre si tira fuori il cazzo per pisciare.
Che coincidenza! Lo stesso inizio della carriera politica di Rotondi.

Da Termini a Ciampino: sull'autobus che ci porta all'aeroporto l'autista mi fa pagare 1 euro in più per il bagaglio. Farò il possibile affinchè quell'uomo perda il posto, o una gamba. Nonostante trenitalia arriviamo quasi puntuali al check-in. Come nel pulmino della scuola, saliamo sull'aereo Ryanair e ci mettiamo in fondo. Ovviamente Marco, che è alto quasi due watussi, non riesce a stare comodo. Si contorcerà fino all'atterraggio, quando la sua prostata sarà magicamente stimolata dal pilota e alcune turbolenze. Ragazzi: io non avevo mai sentito nessuno gemere da solo durante un atterraggio. Sono esperienze.

L'aeroporto di Madrid è enorme. Dopo 20 minuti di camminata siamo solo in fondo alla rampa dell'aereo. Dopo altri 30 minuti siamo arrivati al terminal dei bagagli. Poi camminiamo per un'altra oretta giusto per arrivare ad un cartello con le indicazioni per Madrid, i cessi e Giove. Finalmente arriviamo alla metro: con quella arrivi dappertutto, come col lubrificante durex o la lingua della Ceci.











Usciti dalla metro, il sole madrilegno (aggettivo, di Madrid, e non genitore femmina particolarmente cocciuto) ci picchia in testa da paura, ma noi siamo uomini e, sudando, ci facciamo valere.

L'ostello ci aspetta. Pippo ci aspetta. E una doccia non ci farebbe male.

Come direbbe qualcuno: "'na birraccia 'n se potrebb'avè?"

Valete.

1 commento:

Licia ha detto...

HO SBAGLIATOOOOOOOOOOOOOOOO!!!