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lunedì, luglio 14, 2008

Destinazione Madrid - Parte II













L'ostello è al quarto piano di un palazzo in una viottolina vicino a Puerta del Sol. Ovviamente, fino a 5 secondi prima di averlo trovato, quella frase non aveva alcun significato. L'ostello è riconoscibilissimo: è l'unico con l'insegna a cui mancano l'87% delle lettere. Saliamo e cerchiamo il proprietario: un sessantenne con la pancia e il crocifisso, camicia aperta, che parla italiano come un mafioso dei Soprano. Con la sua aria da magnaccia ci porta alla stanza, che subito ci colpisce in modo gaio, e sicuramente colpirà anche voi, visto il colore della porta.

Ogni parete è di un colore diverso: la finestra è verde come la parete, della serie "non ho manco voglia di smontarla, la chiudo e basta". Camera con 2 letti (dopo un po' di fatica), bagno e doccia. Dei signori.
Appuntamento con Pippo vicino all'ostello: è la prima sera, quindi serata tranquilla. Abbiamo girato in un locale, detto "Mito", frequentato da froci sudamericani, zingari, ecuadoregni e marocchini. Per non farci mancare nulla, siamo usciti e siamo andati in un locale che Pippo definisce "per marchettari", dove in genere si esibisce una trans col culo di fuori.
-Marco, così sei contento anche tu. I marchettari son tutti vecchi. - dice la nostra guida al mio compagno di viaggio.














La via dove batte Pippo.

Trans col culo di fuori, pompini a sbafo, froci dappertutto! Sfatiamo un mito: Almodovar non è il grande regista che si crede. Lui è un videoamatore. Esce di casa con la videocamera e riprende quello che succede.
In Spagna sarei capace anche io.

Tornando verso l'ostello ci fermiamo un attimo in piazza, in Chueca. Ci passano davanti due strani individui, sulle note di "un coccodrillo come fa". Quella checca di Pippo non resiste e canticchia la canzone dei tipi, che ovviamente attaccano brocca a noi pori sfigati. Veniamo a sapere che la ragazza è di Ciampino e che lavora in Spagna da tre mesi. Il suo amico invece viene pagato per ingoiare delle pasticche.
E' bello che le nostre vacanze abbiano sempre sbocchi del cazzo come questi.

-Hai conosciuto qualcuno a Madrid?-
-Si! Un tizio che si fa pagare per testare i farmaci.-

Per fortuna non sono così pignolo.

Valete.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

eheheheh
non puoi fermare qui il racconto
e poi?
e poi?

:))

se quello era solo l'inizio
non oso immaginare il resto


Bruno

Elo ha detto...

"Abbiamo girato in un locale, detto "Mito", frequentato da froci sudamericani, zingari, ecuadoregni e marocchini."

C'era anche Mario Borghezio?