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domenica, agosto 31, 2008

Mariastella stellina

















Ho letto un commento aberrante alle proposte aberranti del ministro Gelmini su questo blog. Ecco il mio commento a quel post (faccio notare ai lettori che Mariastella Gelmini probabilmente non scopa da 30 anni: un po' di acidità nel fare proposte ce l'avrei anche io):
Non voglio essere offensivo e ti chiarisco subito che mi impegnerò al massimo per provare ad essere il più diplomatico possibile.

Trovo tutta questa analisi la classica opinione alla Studio Aperto per dare la colpa della "sregolatezza" dei giovani alla scuola e non a che se la merita veramente: le famiglie.

Il grembiule è una pratica militare/fascista: serve a dire "siete automi davanti alla cultura", delle cacche. Non fa maturare: svilisce lo studente e basta.

Gli esami di riparazione non insegnano una materia, te la fanno imparare grazie alla paura. La minaccia della bocciatura è un deterrente del cacchio: magari ti fa imparare una materia a menadito, ma non trasmette l'importanza della cosa in sè. Il messaggio è "o fai come ti dico o fai schifo". Messaggio di merda. Le materie che mi hanno trasmesso con ironia o leggerezza, sono quelle che più ho studiato con interesse e facilità.

Io ho avuto pochi professori del sud. Il principale che mi ricordo, al liceo, mi ha fatto studiare la storia e la filosofia come non mai: ma torniamo al discorso di prima, ovvero che la paura non fa maturare lo studente, lo minaccia e basta. E minaccia=male, a meno che non siate militaristi.

Sul valore legale del titolo di studio posso anche essere d'accordo. Solo che il problema si sviluppa in un altro sottoproblema: due studenti laureati in uno stesso corso, con lo stesso voto, sono ugualmente validi? Ovvio che no. Conosco gente che ha superato esami con me (informatica, nel dettaglio era l'esame di sistemi multimediali) con i miei stessi voti che non sapeva neanche aprire il programma di editing video.

Maestro unico: io ho fatto il primo anno di elementari col maestro unico. Avere 3 insegnanti che si occupano di una classe dà nettamente più sicurezza d'apprendimento, più impegno nel seguire il singolo studente, un miglior rapporto studente/materia. E facendo nel Mariastella's-way si tagliano un mucchio di posti di lavoro= viva la scuola privata.

Riguardo ai voti: la condotta è un voto che si può dare, come dici tu, alle bestie. Se un bambino o adolescente è manesco, che lo vogliate o no, è NORMALE. E' l'eta della crescita e si agisce in modo impulsivo. Poi se si arriva a bruciare i banchi o a picchiare i professori, il problema non lo risolvi a scuola. Il problema è in casa. Per un genitore di merda non si puù punire un sistema scolastico. In quanto ai voti, un numero non indica la preparazione di uno studente, come non la indica un giudizio. Anzi, il numero riduce la preparazione a niente, a un mero valore che per nulla identifica la conosceza di una materia. Io ho sempre superato prove ed anni scolastici con voti elevati e so benissimo che i numeri sono buffonate quando si deve descrivere l'intelletto.
Così non si educa il ragazzo: si sminuisce lo studente.

Ma da un ministro di un governo fascista non ci si può aspettare di meglio. Mi stupisco che non abbia ritirato fuori il libro e il moschetto.
Valete.

2 commenti:

Paul ha detto...

Ci sono sicuramente tante cose pessime o discutibili, ma come fai ad essere contro l'unificazione del metro di giudizio per la valutazione?

Il voto innanzitutto, numero, lettera o qualsiasi cosa sia che sia, è sempre un mero giudizio che non identifica la conoscenza della materia.
E sicuramente poi non potrà essere peggio di ora, in cui alle elementari vieni valutato con le lettere, alle medie con delle parole che non significano niente (Ottimo, distinto, buono, che cazzo vogliono dire?) alle superiori con i decimi e all'università con i trentesimi.

Brusca ha detto...

glande maria stella
http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_04/stella_dbaef098-7a47-11dd-a3dd-00144f02aabc.shtml