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mercoledì, novembre 05, 2008

La Voce del duce

Riporto qui un articolo tratto da "Il barbiere della sera" sulle politiche del direttore de La Voce di Romagna riguardo i rapporti fra i suoi giornalisti e i sindacati. Questo è il link.
09.10.2005
La Voce. Niente Cdr sotto la fiaccola della Libertà
di cerasio giada

Alla Voce di Romagna vogliono farsi valere: e il direttore li trasferisce. Botta e risposta tra Franco Fregni e Fnsi

La Voce di Romagna ADORA il sindacato. E infatti in questi giorni ha trasferito un caposervizio dalla redazione di Rimini a quella di Ravenna. Per un secondo collega non è stato necessario tanto: aveva un contratto a termine, gli hanno semplicemente negato il rinnovo.

Gli interessati - guarda caso - partecipano allo sciopero della firma cominciato quando il direttore ha inserito un'immagine della Statua della Libertà sotto la testata (accompagnata dal motto "Le ragioni dell'Occidente") senza informare la redazione della scelta: anzi prendendo un paio di giorni di ferie strategici per non affrontare, è suo costume, la questione.

Ha avuto il suo peso anche il tentativo di costituire un comitato di redazione, con tanto di assemblea convocata dal sindacato e di editore che ha negato i locali.

Un paio di lanci Ansa a testimonianza di quanto accaduto.

Prima, un'avvertenza: La Voce è edita da Gianni Celli e Alberto Donati: il secondo guida la delegazione degli editori per il rinnovo del contratto.

(ANSA) - ROMA, 5 ott - La Giunta della Fnsi e la consulta delle associazioni regionali di stampa «denunciano il comportamento degli editori della Voce di Romagna che tentano di impedire con ogni mezzo la costituzione del primo comitato di redazione negando di fatto da ben sette anni, l'agibilità sindacale all'interno dell'azienda, di cui è socio Alberto Donati, capo-delegazione della Fieg nelle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico».

Lo spiega una nota Fnsi. «La Giunta e la consulta - continua il sindacato - esprimono piena solidarietà alla redazione che sta attuando lo 'sciopero delle firmè per protestare contro la mancata comunicazione da parte del direttore e dell'editore del cambio della testata e della linea editoriale del giornale. L'azienda, anzichè aprire un confronto con la redazione ha risposto con trasferimenti improvvisi e mancati rinnovi di contratto a termine.

Chiediamo un immediato intervento della Fieg - conclude la Fnsi - per ripristinare, i diritti sindacali e contrattuali in un azienda nella cui proprietà è presente il Capo delegazione degli editori».(ANSA).

EDITORIA: FNSI A VOCE DI ROMAGNA SI .... DELLE 15.25

(ANSA) - ROMA, 5 ott - «Non c'è stato nessun cambiamento nella linea editoriale della Voce di Romagna». Lo dice il direttore Franco Fregni che replica così alla Fnsi. E sottolinea: «lo sciopero delle firme è attuato da una minoranza dei redattori».

«Riguardo alla situazione sollevata dalla Fnsi sul Cdr della 'Voce di Romagnà - si legge in una nota firmata dal direttore del quotidiano - il direttore Franco Fregni, non entrando nel merito delle questioni che riguardano l'azienda e la sua situazione sindacale, precisa che lo sciopero delle firme è attuato da una minoranza di redattori, 5-6 su un totale di 25 e che non c'è stato nessun cambiamento della linea editoriale del giornale.

L'unico cambiamento - prosegue Fregni - è stato l'inserimento in prima pagina di una effige della Statua della libertà con le bandiere italiana, israeliana, britannica e statunitense accompagnate dalle parole 'Le ragioni dell'Occidentè che è il titolo del mensile che la 'Vocè pubblica da due anni»

Infine, conclude la nota, «il direttore specifica che i trasferimenti improvvisi e i mancati rinnovi di contratto di cui parla Serventi Longhi sono in realtà un trasferimento e un mancato rinnovo di contratto dovuti esclusivamente a motivi professionali».
Direi che è ora di smettere di acquistare questa merda.

Valete.

2 commenti:

Arte ha detto...

vedo che il link ti è piaciuto! il problema che i sindacati se ne strafregano. tempo fa parlai con l'aser di bologna che accampò scuse insulse per non far niente, vai a capire perchè! del resto i soldi li prendono lo stesso, perchè faticare?

popKiller ha detto...

Tutto torna, anni fa mi presentai alla redazione di La Voce a Rimini per fare un colloquio sperando (illuso) in una assunzione anche se temporanea.Beh Il Sig. Celli mi convoco nel suo ufficio simulando un colloquio prese un pezzo di carta e lo firmò pretendendo che io facessi la sua stessa cosa...fortuna ha voluto che gli diedi la mano e mi diressi verso la porta d'uscita, da quel gesto misi in dubbo la serietà di La Voce.
Tre mesi dopo mi telefonarono a casa dicendomi che cercavano un impaginatore, risposi semplicemente "cazzi vostri". :)