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martedì, maggio 26, 2009

Questione d'immagine

Un citofono nel mio paese. Nessun regista, solo un casuale abbinamento di cognomi.








San Piero in Bagno. Odiate il mondo e tutto ciò che succede al suo interno? Usate un cartello come questo.



Ognuno ha i suoi problemi.






Ho imparato nel duomo di Bologna che la comunione può avere anche sbocchi divertenti.




Bologna, incrocio fra via Indipendenza e Matteotti. Una signora che evidentemente si è dimenticata qualcosa.









Valete.

domenica, maggio 17, 2009

Si viaggiare
















Si è concluso il viaggio del papa in terrasanta. E' tornato vivo.

In viaggio dall'8 di maggio, Ratzinger è stato accolto in medio oriente dal re Abdallah II.
"Che meraviglioso esemplare di senza-coda!" il commento del papa alla vista di Rania di Giordania.

La prima tappa in un centro per disabili. Meno male che si veste tutto di bianco.

Il papa è arrivato in terrasanta come portatore di pace e di dialogo interreligioso. E' facile farsi bello dove non ti conoscono.

"La religione è sfigurata dalla violenza". E la democrazia è violentata dal vaticano. Siamo infelici anche noi.

Seconda visita papale in una moschea. Ma solo per puro caso: stava cercando una toilette.

Ratzinger ha ripercorso le tappe fondamentali della Bibbia nei luoghi sacri: il monte Nebo da cui Mosè vide la terra promessa, il muro del pianto, il cenacolo, il sepolcro di Gesù.
Un po' come noi quando andiamo agli Universal Studios.

"La shoah non sia mai negata!" il monito di Ratzinger. "Non dopo la fatica che abbiamo fatto."

Il papa ha chiaramente appoggiato la soluzione dei conflitti e la creazione dei due stati. "Due squadre, come ad Amici. Poi sceglie il pubblico a casa."

Qualche giorno fa un quotidiano titolava: "Il papa contro i muri". Magari, con la papamobile.

In Italia intanto viene arrestato un prete, a Gambettola, per violenza sessuale nei confronti di un 22enne. Lapidario il commento di Ratzinger: "Così vecchio?!".

Ricordiamoci che nel suo bel viaggetto, il signor papa non ha nè visitato la striscia di Gaza, nè ha espresso opinione sui crimini israeliani commessi verso i civili palestinesi.
"Non è nè il momento, nè il luogo." la risposta del vaticano.

Nella foto, Ratzinger mostra alla stampa quanto la fece grossa quella mattina.


Valete.

mercoledì, maggio 13, 2009

Abbattiamo le frontiere


























Oggi volevo parlare di Ratzinger in terra santa, ma la mia attenzione è stata spostata verso la cinematografia francese. Era l'una e mezza di notte, stavamo tornando dal cinema, ma non eravamo ancora sazi di film. Così passiamo dal video noleggio e lasciamo scegliere ad Alberto (amico di infanzia) quale pellicola ci terrà compagnia per le due ore seguenti.

Alberto ha l'abilità di indicare d'istinto i film più brutti che siano in commercio. Una volta ha chiuso gli occhi e ha indicato casualmente il discorso di capodanno di Napolitano.

Il film trash, anzi, l'Al-B-Movie (leggasi Albi movie) come diciamo noi di ieri sera è stato "Frontiers", un horror francese acclamato dalla critica considerato uno dei migliori film d'oltralpe degli ultimi anni. Certo, se paragonato ad "Asterix e Obelix alle olimpiadi".

Nazisti, merda, maiali, torture, suv e nostalgia. Come al convegno del Popolo della libertà.

La trama è semplice: in una Francia in rivolta dove un fascista dei peggiori sta per diventare presidente, un gruppo di ragazzi decide di mettere in atto una rapina e fuggire in Olanda. Prendono i soldi ma uno di loro resta ferito mortalmente e, braccati dalla polizia, cercano rifugio in un alberghetto sperduto vicino alla frontiera. Qui una famigliola di nazisti cerca di mantenere vivi i loro ideali e li trucida nei peggiori dei modi.

Vi ho rovinato la trama? No, vi ho salvato dal buttar via 2 delle vostre ore di vita.

Un appunto va al vecchio nazi capofamiglia: una macchietta degna da Sturmtruppen che parla come Ratzinger, ogni tanto si incazza in tedesco come in una gag del bagaglino e che fischietta in continuazione "Lilì Marlene" come fosse l'ultimo singolo di Hitler.

La famiglia è composta dal vecchio, da due giovani e belle donne che si scopano tutti, un poliziotto e una specie di biker (tipo village people con psicofarmaci), un grassone, Hans, che si scopa una bambina con la gobba e i figli di quest'incesto, segregati nelle miniere sotto le loro case. Ah, e la vecchia, forse moglie del capofamiglia, che non sa masticare e rigurgita tutto quello che le infilano in bocca attraverso il tubino della tracheotomia.

Un mix di cose già viste nei classici dell'horror anni 70 mixate in un film lento, con scene forzate, finte, a tratti davvero noioso.
O come direbbe Albi, un film "spettacolo".

Vi prego, non lo guardate.

Nell'immagine una delle locandine ritrae la bambina con la gobba. Secondo Albi non è poi così brutta: "l'hai vista solo così!" dice lui.

Valete.

venerdì, maggio 08, 2009

Il cappellano di Arcore










E' morto Gianni Baget Bozzo. Lascia solo il suo unico parente, l'omino ciribiribì kodak.

Prete "di partito" da sempre, il suo processo politico cominciò dalla Democrazia Cristiana, per seguire con il Partito Socialista craxiano, fondò poi Forza Italia fino ad arrivare al Popolo della Libertà: insomma, come si chiama nel linguaggio scientifico, la "digestione".

Gianni Baget Bozzo redasse la carta dei valori di Forza Italia.
"Ne abbiamo una?!" fu il commento di Dell'Utri.

Al decennale di Forza Italia, in una sua lettera, don Baget Bozzo dichiara che il partito era nato grazie allo spirito santo. Spirito santo che smentì nel giro di un'ora.

Per questo l'arcivescovo di Genova, Tarcisio Bertone, lo riprese subito, chiarendo che solo il papa poteva promuovere delle tesi tirando in ballo cose che non esistono.

"Un prete che sta con Forza Italia è anormale". Ma perchè dare la colpa a Forza Italia?

Fu convinto berlusconiano e ratzingeriano.
Io soffro di aerofagia, ma non me ne vanto in giro.

Pochi giorni prima della morte, ha rilasciato un'intervista sul caso Berlusconi-Lario: il prete assolve il comportamento del premier in virtù del fatto che alcune debolezze nei potenti vanno giustificate, perché controbilanciano i tanti meriti.
La stessa cosa che Goebbels diceva di Hitler.

Nella foto (www.ansaldi.it) Jabba the Hutt.

Valete.

lunedì, maggio 04, 2009

Divorzio all'italiana
























Dopo trent'anni di coma, Veronica Lario si sveglia e si accorge che suo marito è una merda.

Veronica Lario, moglie del premier, chiede il divorzio. Le motivazioni riguardano i vizi di Berlusconi: le veline, le minorenni, la figa.

La signora Lario cerca così di passare da vittima: tutti quei lifting in faccia direi che lo dimostrano.

Silvio risponde da signore: "rispetto le scelte di mia moglie, ma certe volte è proprio una gran puttana".

I Tg nostrani evitano la notizia come la peste. A tal punto che Sircana si è offeso: "Quella volta non stavo andando a trans, gli stavo chiedendo il divorzio".

Ancora peggiore è il silenzio del vaticano. Ma è comprensibile: non si possono schierare contro uno che si scopa le minorenni.

Ora facciamo i seri: secondo voi, quanto deve essere trasparente la vita privata di un politico, di un personaggio pubblico, di un amministratore? E' giusto che il voto di un popolo dipenda anche da questo?

Nella foto il manifesto elettorale per le europee del PdL.

Valete.