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sabato, settembre 19, 2009

Elite



"Ci sono elite irresponsabili che stanno preparando un vero e proprio colpo di stato".

Queste le parole di Renato Brunetta, ministro del pubblico ludibrio. Non sapendo più come sbolognare i guai del partito, si inventa un'altra delle sue panzane: redarguisce la sinistra moderata e le consiglia di abbandonare i compagni malvagi, quelli delle rendite, dei cattivi sindacati, della cattiva editoria. Brunetta si è scagliato contro quest'èlite, augurandosi che "vada a morire ammazzata".

Ma èlite significa stare in alto, quindi è comprensibile ogni vaneggiamento di Brunetta.

Il vero problema è, come ho già detto, come tappare le falle dei loro problemi: un governo che non sa affrontare la crisi, un bluff con le case ai terremotati, i continui problemi giudiziari e non del premier, le critiche da fronti inaspettati. Parlare di colpo di stato dopo che uno in 15 anni di politica ha consolidato le sue proprietà, abbattuto la concorrenza, dominato la tv pubblica, comprato giornali, elisiato giornalisti, modificato leggi in suo favore, salvato amici e amichetti, ed essersi arricchito a dismisura, mi sembra un pelino fuori luogo.

Ma Brunetta è forte e ha la faccia come il culo, tanto nessuno gli dà contro.

Si scaglia pure contro la chiesa: "la chiesa non ha mai avuto tanto dallo Stato italiano in termini di 8 per mille e questo dimostra la nostra serietà". E quindi?
Della serie "li paghiamo, almeno che stiano zitti!".

Renato, non riuscite a far star zitte le puttane, figurati i preti.

Insomma, l'intervento di Brunetta è riassumibile in "non la pensate come me? allora andate affanculo". Con quel suo fare da mosca fastidiosa.

"Bzzzz. Pensi una cosa? Allora io penso il contrario. Bzzz".

L'ANSA dice che il ministro è stato salutato da molti applausi.
Non erano applausi. Stavano cercando di ammazzarlo.

Valete.

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