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martedì, novembre 03, 2009

Una croce sopra

















L'Europa boccia il crocifisso nelle scuole pubbliche. Secondo la Corte Europea lede la libertà di scelta nell'educazione dei ragazzi. Il Vaticano si infuria, la Gelmini grida ad una "corte idealizzata", Buttiglione la giudica una "scelta aberrante", Bersani cambia canale.

In realtà Bersani avrebbe sostanzialmente detto che il simbolo non offenderebbe nessuno, dimostrando di non aver nemmeno capito la sentenza.

Mariastella Gelmini dichiara: "il crocifisso non significa adesione al cattolicesimo, è un simbolo della nostra tradizione".
La prossima volta che mia mamma mi beccherà mentre mi masturbo le dirò: "mamma, non significa adesione alla masturbazione, è un simbolo del fatto che sono solo".

In effetti senza crocifisso in aula come fai a giocare a frisbee nell'intervallo?

Millantano le radici cristiane, ma dimenticano che il 18% degli Italiani si dichiara ateo (fonte ilTempo, 2003). Quasi uno su cinque, sei anni fa, non sentiva sue le radici cristiane, oppure le sentiva e ha scelto di disconoscerle o di ignorarle. Mi pare che sia una buona minoranza per essere ignorata.
Lo so, il dato è piuttosto alto, ma sono certo che non si discosi troppo dalla realtà. D'altrocanto il Vaticano quest'anno ha dichiarato che il 95% degli Italiani è cattolico, quindi potevo spararla più grossa anche io.

Il caso europeo è comunque un caso tutto nostro: una signora italiana di origini finlandesi chiese ad un istituto statale di Padova, frequentato dal figlio, di rimuovere il crocifisso dalle aule. Nisba. La donna si rivolse ai tribunali. Nisba. Appoggiata dall UAAR si appella a Strasburgo. E, tanto per farci riconoscere, a Strasburgo le danno ragione. Lo Stato Italiano dovrà, oltre a rimuovere i crocifissi, risarcire la nostra amica con 5000 euro.

Come Marrazzo.

5000 euro che moltiplicati per gli studenti italiani da risascire fa sicuramente di meno di quello che diamo ad oggi al Vaticano.

Nella foto, il commento di Gesù.

Valete.

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