
Oggi volevo parlare di Ratzinger in terra santa, ma la mia attenzione è stata spostata verso la cinematografia francese. Era l'una e mezza di notte, stavamo tornando dal cinema, ma non eravamo ancora sazi di film. Così passiamo dal video noleggio e lasciamo scegliere ad Alberto (amico di infanzia) quale pellicola ci terrà compagnia per le due ore seguenti.
Alberto ha l'abilità di indicare d'istinto i film più brutti che siano in commercio. Una volta ha chiuso gli occhi e ha indicato casualmente il discorso di capodanno di Napolitano.
Il film trash, anzi, l'Al-B-Movie (leggasi Albi movie) come diciamo noi di ieri sera è stato "Frontiers", un horror francese acclamato dalla critica considerato uno dei migliori film d'oltralpe degli ultimi anni. Certo, se paragonato ad "Asterix e Obelix alle olimpiadi".
Nazisti, merda, maiali, torture, suv e nostalgia. Come al convegno del Popolo della libertà.
La trama è semplice: in una Francia in rivolta dove un fascista dei peggiori sta per diventare presidente, un gruppo di ragazzi decide di mettere in atto una rapina e fuggire in Olanda. Prendono i soldi ma uno di loro resta ferito mortalmente e, braccati dalla polizia, cercano rifugio in un alberghetto sperduto vicino alla frontiera. Qui una famigliola di nazisti cerca di mantenere vivi i loro ideali e li trucida nei peggiori dei modi.
Vi ho rovinato la trama? No, vi ho salvato dal buttar via 2 delle vostre ore di vita.
Un appunto va al vecchio nazi capofamiglia: una macchietta degna da Sturmtruppen che parla come Ratzinger, ogni tanto si incazza in tedesco come in una gag del bagaglino e che fischietta in continuazione "Lilì Marlene" come fosse l'ultimo singolo di Hitler.
La famiglia è composta dal vecchio, da due giovani e belle donne che si scopano tutti, un poliziotto e una specie di biker (tipo village people con psicofarmaci), un grassone, Hans, che si scopa una bambina con la gobba e i figli di quest'incesto, segregati nelle miniere sotto le loro case. Ah, e la vecchia, forse moglie del capofamiglia, che non sa masticare e rigurgita tutto quello che le infilano in bocca attraverso il tubino della tracheotomia.
Un mix di cose già viste nei classici dell'horror anni 70 mixate in un film lento, con scene forzate, finte, a tratti davvero noioso.
O come direbbe Albi, un film "spettacolo".
Vi prego, non lo guardate.
Nell'immagine una delle locandine ritrae la bambina con la gobba. Secondo Albi non è poi così brutta: "l'hai vista solo così!" dice lui.
Valete.