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domenica, marzo 20, 2011

Ognuno ha la sua croce















http://www.echr.coe.int/echr/resources/hudoc/Lautsi_PR_IT.pdf

Questo è il link alla sentenza della Corte Europea sulla storia del crocifisso nelle scuole. Sostanzialmente dice che il crocifisso può essere esposto perché non mina l'educazione degli studenti, in quanto simbolo passivo: non è un sermone, in sostanza "non parla", è ininfluente.

Beh, che dio fosse ininfluente era ovvio anche senza la Corte Europea.

La sentenza però dice dell'altro: secondo i 17 giudici della Corte il crocifisso può restare esposto nelle aule anche perché non lede i principi della democrazia, anzi, è un simbolo che rappresenta la nascita della democrazia e lo sviluppo della civiltà occidentale.

Cooooosa?

Evidentemente questi giudici si sono dimenticati che gran parte delle fasi storiche di sviluppo della civiltà sono state chiaramente anticlericali. La Rivoluzione Francese, seppure avesse sostenitori nel basso clero -probabilmente per invidia nei confronti dei loro superiori-, voleva chiaramente abrogare tutti i privilegi della chiesa: eliminare le decime, i costi di matrimoni, battesimi, funerali, i vantaggi fiscali e nazionalizzare tutti gli edifici di loro appartenenza. L'Illuminismo, che è la base delle nostre democrazie, si contrapponeva al "non pensate, credete" della chiesa, tant'è che ancora oggi Ratzinger non perde occasione per additarlo fra i nemici.
E in Italia? La nascita dell'Italia è sempre stata un magna-magna fra stato e chiesa, è vero, ma non dimentichiamoci che i due principali eventi che hanno portato alla nascita della nostra repubblica sono stati senza dubbio anticlericali. L'unità d'Italia rivendica fra i momenti più importanti la breccia di Porta Pia, al canto di "E a Roma, a Roma". Poi il fascismo con la sua connivenza con papi, preti, concordati: disse Fini qualche tempo fa che la chiesa, come gran parte del paese, si adeguò alle leggi razziali. Certo è che ci fu parecchia ambiguità nell'esprimere un parere univoco nei confronti di quelle leggi (c'è anche da dire che numerosi parroci siano rimasti vittime delle violenze fasciste). Nazismo e chiesa? Dico solo che ancora oggi c'è qualche vescovo che nega l'esistenza dei lager nazisti. E un papa che lo ri-accoglie fra le sue braccia.

In definitiva, noi siamo una società democratica e civile NONOSTANTE la chiesa.

Ma torniamo alla sentenza: per quanto sia chiara, non dice però che il crocifisso DEVE restare appeso nelle scuole. Il crocifisso PUO' essere appeso. Anzi, la sentenza spiega che la decisione spetta agli organi giuridici delle singole nazioni, quindi non è un obbligo, è un nulla osta.

Se il crocifisso è un simbolo di democrazia e civiltà, allora dovremmo affiancarlo a Diderot, a d'Alembert, a Garibaldi, ai Partigiani e ai padri costituenti (tra i quali Andreotti, e si capisce perchè va così a rotoli la nostra nazione).

Anzi, sapete cosa vi dico? Proviamo a portare una bella immagine di Garibaldi, o di Diderot, o un bel falcemartello di fianco al crocifisso. Se è davvero la tolleranza che vogliono, non ci dovrebbero essere problemi, no?

PS: nel frattempo la scuola pubblica cade a pezzi, gli insegnanti di religione aumentano a dismisura a discapito degli altri e le scuole private sono le più finanziate dal governo. Dove sono i cattolici che tanto si preoccupano dei crocifissi nelle scuole pubbliche?

Ah, forse sono in chiesa.

Valete.

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